Quando il caffè incontra l’arte…

Da Manet a Botero, passando per Cezanne, Van Gogh e Matisse: il caffè diviene un’opera d’arte!

Talvolta è proprio il caso di dirlo:  “Questo caffè è un’opera d’arte!” E lo è effettivamente quando ci troviamo dinnanzi ai quadri dei principali pittori che dal ‘600 ad oggi, in stili diversi, si sono cimentati nel dipingere la tazzina con la natura morta, la colazione o un momento di vita quotidiana al bar.

L’apparizione del caffè nell’arte coincide con la sua diffusione nelle principali città europee del XVII secolo: Londra, Amsterdam, Parigi… Appannaggio solo delle corti e delle classi più elevate, il caffè è considerato una bevanda esotica, simbolo di eleganza e raffinatezza, e compare raramente nei dipinti.

Nel secolo successivo, il ‘700, il caffè è ancora un rituale destinato a pochi, infatti è ritratto in genere nelle scene di famiglie nobiliari, di solito riunite nel salone di rappresentanza per gustare un momento esclusivo.

È finalmente nell’ 800 che il caffè da privilegio di pochi diviene un bene comune, facendo così la sua comparsa in numerose opere. Da Manet a Matisse, passando per Cezanne e Vincent Van Gogh, il caffè è all’interno di cornici di vita quotidiana: al bar, nel momento subito dopo pranzo nell’intimità della propria casa o per suggellare un attimo di pausa dalle faccende domestiche.

Nell’arte del ‘900 il caffè incontra le moderne correnti artistiche, viene così scomposto nel cubismo o, al contrario, calato nel realismo accanto ad un macina caffè o in una moderna tavola calda, o ancora assume forme insolite, quasi irreali nell’arte contemporanea.

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